Dj Balli: Dance per palati forti

Dj Balli

Dj Balli

Riccardo Balli, in arte Dj Balli, non poteva non approfittare per compiere il suo ennesimo scherzo. Nel suo cognome il destino di mettere alla prova le gambe e la mente di chi cerca qualcosa di più della dance al ritmo marziale dei quattroquarti.

Un costante interesse verso la cultura sperimentale, declinato su varie esperienze, lo ha portato da qualche anno a trovare quella che ritiene la sintesi più avanzata e interessante nel panorama musicale “Con tutto il grande rispetto per la ricerca del suono che dalle avanguardie storiche ha trovato il suo apice negli anni 50 e 60 del secolo scorso, mi sembra che non ci sia stato granché da aggiungere” afferma Dj Balli. “La mia è una musica basata su origini popolari della dance, ma che ogni volta faccio deragliare ritmicamente, la contamino con suoni tratti da fonti sonore grottesche provenienti dalla cinematografia italiana di serie B fino al liscio”.

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Sono molti gli ambiti sonori che Dj Balli lambisce: la sua etichetta discografica dal nome provocatorio e divertente “Sonic Belligeranza” (http://belligeranza.c8.com/) propone tre differenti cataloghi. Un +belligeranza dedicato al noise, al rumore puro, proveniente in gran parte dalle sue performance live, un -belligeranza, più d’ascolto, e il catalogo breakcore standard, quello che Dj Balli ritiene la parte “dance” dell’etichetta.

Ma cos’è il breakcore? “E’ una contaminazione tra ritmiche nere, come la jungle e il drum’n’bass, con suoni concreti della cultura intellettuale bianca.” Una dance comunque dai ritmi spezzati, per balli epilettici.

Insomma, Dj Balli è da seguire soprattutto dal vivo, vederlo dietro ai giradischi darsi da fare come un matto. A volte sotto le mentite spoglie di B. Corgan (Balli Corgan, ovviamente), spesso accompagnato da finti pizzaioli o da attori che interpretano performance di sua concezione (come l’idea del “pornogolf”, una proposta in versione erotica dello sport per W.A.S.P. ; oppure i suoni degli skater in azione manipolati a dovere).

Dj Balli è divertente e disturbante allo stesso tempo. E’ un viaggio, nel più estremo dei casi, attraverso puntine che, come microfoni, sfregano superfici diverse per produrre rumore bianco mentre qualcosa succede sul palco. Oppure è dissacrante, come nella riscrittura del metal, spesso ridondante e bombastica, e quindi provocatoriamente ridotta all’8 bit che accompagnava le musiche dei primi giochi elettronici. L’effetto è quello di previsioni di catastrofi apocalittiche cantate e suonate dai Mario Bros.

Dj Balli è così: c’è una ricerca sonora sotto la quale, gratta gratta, viene fuori lo spirito irriverente di un artista concettuale che si diverte in postproduzione a giocare con il materiale elettronico, senza mai prendersi o prendere troppo sul serio le pretese musicali della ricerca “colta”. Nulla di drammatico, quindi; è caos sonoro dove si può tranquillamente ridere o scappare. Dipende dal vostro humor e dal vostro umore.

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