Shoot4Change: 700 reporter oltre il provincialismo

Manifesto Shoot4Change

Il Manifesto della mostra

Siamo in fase conclamata, il provinciale giornalismo italiano perde i sensi quando Moccia diventa sindaco e la Began sostiene di volere un figlio da Berlusconi. Poi magari non si accorge che a Reggio Emilia, mica a Berlino, c’è una mostra che travalica i confini delle nostre menti concentrate sulle nostre quattro mura domestiche. L’ha organizzata Shoot4Change.

Shoot4Change è innanzitutto un progetto: quello di documentare attraverso gli scatti fotografici le realtà, spesso contraddittorie, presenti nel mondo “Dai volti dei sopravvissuti al massacro di Srebrenica ritratti dal pluripremiato Alfons Rodriguez, si arriva nella Sicilia di un campo nomadi in cui la vita sembra essersi fermata a vent’anni fa. O gli sguardi degli abitanti della città dei morti: oltre 800.000 persone che per necessità vivono nel cimitero monumentale del Cairo accanto alle tombe dei loro estinti. Chi perde la propria identità originaria contaminandosi con la civiltà occidentale, nel caso degli aborigeni cambogiani, che bruciano le loro foreste per fare posto a piantagioni di caucciù e patate. E molte altre storie ancora”.

Mumbay – Arne de Knegt

A parlare è Antonio Amendola, fondatore di Shoot4Change, una rete internazionale di fotoreporter che si tiene in contatto attraverso il web, e che raccogliendo centinaia di storie ha permesso di allestire una mostra che inaugura mercoledì 9 maggio a Reggio Emilia, nei chiostri e nell’ostello della Basilica della Ghiara, in via Guasco 6, intitolata 100click4change. “Saremo a New York a luglio e poi a Roma a dicembre, anche al di là della formula del racconto in 100 scatti che potremmo rivedere. Intendiamo toccare presto altre città in Italia e all’estero, raccontando anche così oltre che sul web le storie ‘invisibili’ proposte man mano da tutti i fotografi del network.”

Cambodia – Thomas Cristofoletti

Il successo dell’idea ha permesso l’allargamento dei volontari che hanno aderito a questo progetto di “mappatura” fotografica, grazie ai professionisti che vivono nei Paesi più remoti “Abbiamo lanciato nuovi gruppi di volontari in giro per il mondo, gli ultimi dei quali, in ordine di tempo, sono a Città del Messico e a Tokyo. Ma non ci è bastato. Continua il nostro supporto a ONG e associazioni del terzo settore, da quelle piccole a livello locale a quelle grandi e strutturate: recentissimo il supporto a VIS – Volontariato Internazionale per lo Sviluppo per una campagna fondi per il Congo. Proprio insieme ad altre realtà non profit, Shoot4Change è tra i partner fondatori di YOUGIVE, la prima app in Italia per il fundraising on line. Con il progetto Shoot4Change Next Generation insegniamo ai bambini in giro per il mondo che è bene saper raccontare storie attraverso la potenza delle immagini. E in attesa di futuri fotoreporter, gli oltre 700 fotografi che fanno ora parte Shoot4Change continuano a raccontare il mondo da nuovi punti di vista, fino a rintracciare anche nel nostro quotidiano la bellezza nell’orrore, e l’orrore nella bellezza.”

Annunci

One thought on “Shoot4Change: 700 reporter oltre il provincialismo

  1. Pingback: Rassegna Stampa (agg maggio 2012) | 100 clicks 4 Change

Rispondi

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...