Marco Machera: One Time, Somewhere

Marco Machera One Time SomewhereMarco Machera, intuisco da una sua breve bio su internet, ha il ritmo nel sangue (come recita un terribile luogo comune). Ma non è nato, per dire, ad Atlanta, ma a Latina. Inizia a 12 anni a suonare la batteria, che lascia dopo poco per una forte attrazione per il basso. Beato chi ha genitori che incentivano le passioni con tanta liberalità. Ora Marco Machera, che ha un curriculum tipico da “manico” dello strumento (progressive e metal alle spalle, nel nome dei mirabolanti ‘sleghi’ che provocano i commenti entusiasti degli adolescenti) ha ‘la bellezza’ di 26 anni. Pensate, così “vecchio” e finalmente esce con un disco con Pat Mastelotto alla batteria (King Crimson, XTC) e Mark Kostabi al piano (si, proprio lui, il pittore che è anche musicista). Continua a leggere

Alice Tambourine Lover

Alice Albertazzi e Gianfranco RomanelliUna volta era il gruppo Alix, con una lunga esperienza e una canzone con il testo scritto da Stefano Benni (il Killer). Però questa è un’altra storia musicale che mantiene due componenti essenziali degli Alix. La voce è quella della “titolare”, Alice Albertazzi, alle voci, alle chitarre acustiche ed elettriche e al tamburello suonato con un pedale, come fosse una grancassa. L’ispirazione sono i musicisti ai crocicchi delle strade che si ingengano per moltiplicare i suoni e la ritmica con i quattro arti che gli sono stati messi a disposizione. Poi c’è Gianfranco Romanelli, basso negli Alix, e qua straordinario suonatore di Dobro (avete presente quelle splendide chitarre metalliche suonate con un collo di bottiglia al dito per farle miagolare viziose?), alla chitarra elettrica (ottimamente effettata) e un basso che passa con assoluta discrezione da base ritimica a ruvido strumento solista. Continua a leggere

FèSTA: Prove tecniche per una capitale

Ravenna, candidata a diventare la capitale europea della cultura del 2019, comincia le “ProveTecniche”. Questo è il titolo di una serie di eventi culturali organizzati da marzo scorso per mettere alla prova la tenuta organizzativa e il livello qualitativo delle proposte in vista dell’importante competizione italiana che vede candidate moltissime città fra le quali Palermo, Matera, Torino, L’Aquila, Venezia, Siena, Perugia e altre.

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Il Ripasso 10: XTC

XTC

Moulding+Partridge+Gregory=XTC 1979-1992

Nati in una cittadina inglese, quella Swindon che ricordano spesso con orgoglio nei documentari, nelle mappe che inseriscono nei loro album, gli XTC sono portatori di quel genio che spesso alligna in provincia. Cominciano a comporre nel 1973 canzoni nate dall’amicizia fra Andy Partridge, chitarra voce e musiche e Couling Mouldin, basso, voce e musiche. I classici amici di sempre che condividono dischi, gusti, affinità. I Beatles e il Merseybeat in generale come punto di riferimento formativo, mentre il primo punk dei New York Dolls rappresenta l’attualità musicale.

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Il Ripasso 9: Penguin Cafe Orchestra

Penguin Cafe OrchestraSimon Jeffes è un intellettuale della musica. O almeno lo diventa in breve tempo, dopo una veloce esperienza adolescenziale in una band dove suona la chitarra elettrica. E’ l’incontro con un amico che suona la chitarra classica a determinare un cambio d interessi radicale.

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Dj Balli: Dance per palati forti

Dj Balli

Dj Balli

Riccardo Balli, in arte Dj Balli, non poteva non approfittare per compiere il suo ennesimo scherzo. Nel suo cognome il destino di mettere alla prova le gambe e la mente di chi cerca qualcosa di più della dance al ritmo marziale dei quattroquarti.

Un costante interesse verso la cultura sperimentale, declinato su varie esperienze, lo ha portato da qualche anno a trovare quella che ritiene la sintesi più avanzata e interessante nel panorama musicale “Con tutto il grande rispetto per la ricerca del suono che dalle avanguardie storiche ha trovato il suo apice negli anni 50 e 60 del secolo scorso, mi sembra che non ci sia stato granché da aggiungere” afferma Dj Balli. “La mia è una musica basata su origini popolari della dance, ma che ogni volta faccio deragliare ritmicamente, la contamino con suoni tratti da fonti sonore grottesche provenienti dalla cinematografia italiana di serie B fino al liscio”.

http://www.mediafire.com/?ot6t40rrpuux7gt

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Chiara Guidi: Madrigale

Chiara Guidi

Chiara Guidi

Buio in sala. Sipario. Sul palco una elegante geometria di corpi seduti e in piedi su una piattaforma inclinata compone un poliedro complesso. Chiara Guidi costruisce sul palco un oggetto tridimensionale composto di linee immaginarie che congiungono teste e corpi. E’ giusto l’attimo di silenzio prima di una tempesta di voci polifoniche, drammatiche ed emozionanti: è il preludio.

Flashback: Chiara Guidi si laurea a Bologna in lettere moderne, mentre i suoi compagni di strada Romeo e Claudia Castellucci si formano al DAMS. Eppure Chiara Guidi all’interno di questo sodalizio che si chiama Societas Raffaello Sanzio è, paradossale, l’anima musicale. Nella musicalità della voce trova la propria via nel ricercare.

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Il Ripasso 8: Cocteau Twins

cocteau twins

Prima formazione

La parola da utilizzare è glossolalia. La trappola in cui non cadere è quelle di usare le futili categorie degli pseudo critici del rock. Il contesto da immaginare è quello della Scozia che, esaurite le energie del punk, cade nella depressione di una musica oscura, ossessiva, concreta nella sua capacità di assecondare stati emotivi melanconici.

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Il Ripasso 7: Led Zeppelin

led zeppelinD’accordo, li conoscono tutti. Nulla di nuovo da scoprire. Ma questo non toglie il piacere di sentirsi una playlist di loro brani storici, con una scelta tutta orientata a uno dei loro elementi caratterizzanti più forti: la forte anima blues, forse il loro lato migliore.

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Il Ripasso 6: Talking Heads

Talking HeadsIn questa sorta di rubrica si retrocede inconsapevolmente nel tempo. Contrario in modo statutario alle “magnifiche sorti e progressive” applicate alle arti e quindi alla musica, mi muovo in questi modesti articoli come un gambero. E giungo ai Talking Heads, una band costituitasi nell’ambito di un’accademia di belle arti nella metà degli anni 70. La figura perno è il geniale David Byrne, attratto dall’avanguardia storica, un giovane intellettuale che trova nella performance artistica e musicale la propria dimensione espressiva. Passa anche un periodo come busker sulle strade degli Stati Uniti, per poi tornare a congiungiersi al compagno di studi Chris Frantz, batterista.

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