Il Ripasso 18: Pat Metheny Group

Pat Metheny Jaco Pastorius

Metheny e Pastorius

Pat Metheny è il giovane prodigio della chitarra, cresciuto con lo stile raffinato di Wes Montgomery. A 19 anni o poco più si ritrova insieme al talentuoso bassista elettrico e amico fraterno Jaco Pastorius a insegnare nei migliori conservatori musicali degli Stati Uniti. Suonano assieme nell’album di debutto di Pat Metheny e si riuniranno ancora come band di supporto per la tournée “Shadows and Light” di Joni Mitchell,  dove Metheny conosce il pianista Lyle Mays. Dall’incontro dei due nasce il progetto del Pat Metheny Group. Obiettivo: concepire uno stile che sappia far confluire melodia, sperimentazione e sintesi fra generi musicali diversi.

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Il Ripasso 11: The Mothers of Invention

the mothers of inventionImbarcarsi un genio in una band comporta sempre il rischio che l’equilibrio interno possa crollare. Cosa che capitò quando Ray Collins litigò col chitarrista della band di Rhythm and Blues in cui cantava e decise, d’accordo con il leader, un sassofonista, di sostituirlo con Frank Zappa, un bravo chitarrista molto esperto nel genere. Il vero problema di fondo, per il futuro del gruppo, era che questo chitarrista si era formato anche con l’ascolto di musicisti come Edgar Varese, Igor Stravinsky, Anton Webern. E, autodidatta, si era fatto spiegare da alcuni suoi professori quali fossero le regole di quel linguaggio musicale dal quale era estremamente attratto. E le aveva apprese molto bene. Continua a leggere

Marco Machera: One Time, Somewhere

Marco Machera One Time SomewhereMarco Machera, intuisco da una sua breve bio su internet, ha il ritmo nel sangue (come recita un terribile luogo comune). Ma non è nato, per dire, ad Atlanta, ma a Latina. Inizia a 12 anni a suonare la batteria, che lascia dopo poco per una forte attrazione per il basso. Beato chi ha genitori che incentivano le passioni con tanta liberalità. Ora Marco Machera, che ha un curriculum tipico da “manico” dello strumento (progressive e metal alle spalle, nel nome dei mirabolanti ‘sleghi’ che provocano i commenti entusiasti degli adolescenti) ha ‘la bellezza’ di 26 anni. Pensate, così “vecchio” e finalmente esce con un disco con Pat Mastelotto alla batteria (King Crimson, XTC) e Mark Kostabi al piano (si, proprio lui, il pittore che è anche musicista). Continua a leggere

VIOLENCE l’arte interpreta la violenza

“La XV Biennale Donna di Ferrara, continuando il percorso delle ultime tre edizioni, si prefigge il compito di individuare ed esplorare tematiche legate a problemi socioculturali, indentitari, comportamentali e geopolitici, interpretati grazie alla creatività di alcune delle più note voci femminili dell’arte contemporanea.

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Transeuropa Festival: il futuro dell’Europa

Il Manifesto della iniziativa

Quattordici città in rete per discutere di crisi economica, nuove forme di mobilitazione e del fenomeno delle migrazioni. Le città sono Londra, da dove è partita l’iniziativa ormai cinque anni fa, Parigi, Barcellona, Amsterdam, Berlino Varsavia, Praga, Bratislava, Lublino, Bratislava, Belgrado, Sofia e Cluj-Napoca, in Romania. E poi Bologna, dove la manifestazione si terrà dal 9 al 13 di maggio.

In realtà Bologna è stata fra le prime città ad aderire a questa rete, nel 2010, insieme a Parigi e alla città rumena di Cluj-Napoca” racconta Sara Saleri, che si occupa della comunicazione per l’ambito bolognese “Lo scopo che ci unisce è la ricerca di alternative per le politiche europee, studiandole e proponendole ‘dal basso’. La nostra è un’occasione internazionale per discutere le azioni che riteniamo prioritarie”.

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Shoot4Change: 700 reporter oltre il provincialismo

Manifesto Shoot4Change

Il Manifesto della mostra

Siamo in fase conclamata, il provinciale giornalismo italiano perde i sensi quando Moccia diventa sindaco e la Began sostiene di volere un figlio da Berlusconi. Poi magari non si accorge che a Reggio Emilia, mica a Berlino, c’è una mostra che travalica i confini delle nostre menti concentrate sulle nostre quattro mura domestiche. L’ha organizzata Shoot4Change.

Shoot4Change è innanzitutto un progetto: quello di documentare attraverso gli scatti fotografici le realtà, spesso contraddittorie, presenti nel mondo “Dai volti dei sopravvissuti al massacro di Srebrenica ritratti dal pluripremiato Alfons Rodriguez, si arriva nella Sicilia di un campo nomadi in cui la vita sembra essersi fermata a vent’anni fa. O gli sguardi degli abitanti della città dei morti: oltre 800.000 persone che per necessità vivono nel cimitero monumentale del Cairo accanto alle tombe dei loro estinti. Chi perde la propria identità originaria contaminandosi con la civiltà occidentale, nel caso degli aborigeni cambogiani, che bruciano le loro foreste per fare posto a piantagioni di caucciù e patate. E molte altre storie ancora”.

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Chiara Guidi: Madrigale

Chiara Guidi

Chiara Guidi

Buio in sala. Sipario. Sul palco una elegante geometria di corpi seduti e in piedi su una piattaforma inclinata compone un poliedro complesso. Chiara Guidi costruisce sul palco un oggetto tridimensionale composto di linee immaginarie che congiungono teste e corpi. E’ giusto l’attimo di silenzio prima di una tempesta di voci polifoniche, drammatiche ed emozionanti: è il preludio.

Flashback: Chiara Guidi si laurea a Bologna in lettere moderne, mentre i suoi compagni di strada Romeo e Claudia Castellucci si formano al DAMS. Eppure Chiara Guidi all’interno di questo sodalizio che si chiama Societas Raffaello Sanzio è, paradossale, l’anima musicale. Nella musicalità della voce trova la propria via nel ricercare.

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