Dal blog alla webzine

Briciolanellatte

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Una breve segnalazione per un blog che senza l’ansia di mantenere un flusso comunicativo costante e implacabile (magari per raccontarci il nulla) pubblica materiale letterario, brevi racconti che vengono sottoposti al suo amministratore. Bricicolanellatte, al secolo Maurizio Barbarisi, è un aretino che svolge l’attività di giornalista locale e che si è occupato con attenzione del fenomeno della scrittura creativa sul web, pubblicando qualche libro sul tema. Cito dal suo sito (briciolanellatte.com):

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Il Ripasso 13: Frank Zappa, parte 1

Frank ZappaFrank Zappa, di mestiere compositore. Si nutre di sigarette e caffè nel seminterrato dove scriverebbe pagine di musica per mesi, in totale solitudine. Oppure si dedicherebbe per giorni e giorni, insonne, a usare strumenti analogici e digitali per registrare, modificare, ricomporre suoni. Questa è stata la vera passione di Frank Zappa, tutto quello per cui ha prodotto dischi pieni di canzoni fra le quali sperava di azzeccare anche qualcosa che potesse piacere al pubblico senza sputtanarsi. 1967. Ha pubblicato appena tre dischi a distanza ravvicinatissima con le Mothers of Invention, il gruppo di cui fa parte e per le quali compone la musica, quando esce il primo disco a suo nome. Lumpy Gravy, due composizioni per lato, collage musicali di cui il primo, Lumpy Gravy part 1, è un capolavoro di postmodernismo in musica. Dal suo “laboratorio musicale” scolpisce nel tempo di 16 minuti circa parti orchestrali con brani elettrici, dischi mandati a 78 giri, conversazioni surreali, surf music. In Lumpy Gravy sussume alcune gemme sparse nei dischi precedenti.

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Il Ripasso 12: Frank Zappa and The Mothers

the mothers of invention

bravi brutti e sporchi

Frank Zappa, il prolifico e instancabile compositore, rimette in piedi il “marchio” Mothers agli inizi degli anni 70. In principio furono le Mothers of Invention, una formazione di nove elementi legati fra loro da stima reciproca e amicizia spensierata. Gli viene rinfacciata una scarsa adesione al gruppo, ma Zappa è artisticamente autonomo, ha bisogno di nuove esperienze, e soprattutto è  ideologicamente libero: non si fa sedurre dalla controcultura statunitense e dai suoi riti (la droga, l’amore di facciata e risibile del “flower power” come unico contrasto alla violenza espressa dalla politica internazionale degli US).

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Michele a caccia di rane

Michele Petrucci " A caccia di rane"Michele Petrucci è un disegnatore mio coetaneo. Lo scopro leggendo la quarta di copertina del suo fumetto “A caccia di rane“. Un dato apparentemente insignificante, ma non se Petrucci non avesse ricostruito per la casa editrice Topipittori una sua estate d’infanzia, da condividere e confrontare. Per essere precisi l’estate del 1982, indimenticabile per quelli della mia generazione: gli svaghi semplici nella natura ai quali si affiancano gli stupefacenti primi giochi elettronici nei bar e le loro versioni casalinghe (l’intellivision a cartucce, il commodore 64 per quelli più “avanti”, con cassette a nastro). E poi il rito collettivo degli adulti del mondiale di calcio al quale ci fu concesso partecipare, del quale potevamo condividere la gioia in modo spensierato (magari senza capirci granché).

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Anna Pavignano: un’autobiografia dell’infanzia

Copertina "Una cosa che ti scoppia nel cuore"La casa editrice Topipittori di Milano più che avere una linea editoriale si è quasi presa un impegno: quello di raccontare il mondo dei bambini nel modo più credibile e sincero possibile. Impresa complessa in una cultura dove le fiabe e i racconti per l’infanzia sono stati spesso frutto del timore degli adulti di perdere la propria autorevolezza, rivolgendosi ai piccoli lettori con il senso del dovere pedagogico. Il risultato è spesso stucchevole o incomprensibile; se non addirittura terrorizzante, quando gli autori calcavano troppo la mano sulle conseguenze di un comportamento imprudente o non conforme.

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Il Ripasso 11: The Mothers of Invention

the mothers of inventionImbarcarsi un genio in una band comporta sempre il rischio che l’equilibrio interno possa crollare. Cosa che capitò quando Ray Collins litigò col chitarrista della band di Rhythm and Blues in cui cantava e decise, d’accordo con il leader, un sassofonista, di sostituirlo con Frank Zappa, un bravo chitarrista molto esperto nel genere. Il vero problema di fondo, per il futuro del gruppo, era che questo chitarrista si era formato anche con l’ascolto di musicisti come Edgar Varese, Igor Stravinsky, Anton Webern. E, autodidatta, si era fatto spiegare da alcuni suoi professori quali fossero le regole di quel linguaggio musicale dal quale era estremamente attratto. E le aveva apprese molto bene. Continua a leggere

Marco Machera: One Time, Somewhere

Marco Machera One Time SomewhereMarco Machera, intuisco da una sua breve bio su internet, ha il ritmo nel sangue (come recita un terribile luogo comune). Ma non è nato, per dire, ad Atlanta, ma a Latina. Inizia a 12 anni a suonare la batteria, che lascia dopo poco per una forte attrazione per il basso. Beato chi ha genitori che incentivano le passioni con tanta liberalità. Ora Marco Machera, che ha un curriculum tipico da “manico” dello strumento (progressive e metal alle spalle, nel nome dei mirabolanti ‘sleghi’ che provocano i commenti entusiasti degli adolescenti) ha ‘la bellezza’ di 26 anni. Pensate, così “vecchio” e finalmente esce con un disco con Pat Mastelotto alla batteria (King Crimson, XTC) e Mark Kostabi al piano (si, proprio lui, il pittore che è anche musicista). Continua a leggere