Danilo “Maso” Masotti: Ci Meritiamo Tutto®

Ci Meritiamo Tutto®

La copertina del romanzo

Danilo “Maso” Masotti è una personalità nel panorama della comunicazione bolognese. Blogger della prima ora, ha avuto la divertente e geniale intuizione di ritrarre gli “umarells”, cioè gli anziani, nelle loro abitudini quotidiane. Ha postato sul suo sito fotografie che testimoniassero la ripetitività, e anche la prevedibilità, dei loro gesti. E ha scatenato nei suoi lettori la ricerca di situazioni analoghe da fotografare e commentare.

Un passo indietro e lo troviamo, come tanti ragazzi, a suonare in una rock band del filone demenziale. Un passo avanti e lo vediamo pubblicare libri dedicati ai vizi e alle virtù di Bologna. Ora esce il suo primo romanzo, intitolato “Ci Meritiamo Tutto®”, dove il marchio registrato è una trovata nella narrazione per tenere distinto il mondo neutro commerciale che ci circonda da quello più propriamente “esistenziale”, con lo spleen, le insicurezze e i fallimenti di cui è fatto.

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L’Utopia nel Web

Mark Zuckerberg, May 2007

Quella lenza di Zuckerberg

Spero che questo post circoli. Perché è la sintesi di un incontro molto significativo su internet che si è tenuto al Festival di Internazionale, e che ha svelato le contraddizioni della rete. Protagonisti: Michael Anti, blogger cinese, e Evgeny Morazov, bielorusso abitante negli States profondamente critico rispetto alla presunta rivoluzione democratica di Internet.

Wikileaks, le rivolte nordafricane, hanno sostanzialmente donato un alone di santità democratica ai blog, alla comunicazione dal basso, che è di per se’ parcellizzata, individuale, ma riesce, attraverso il potere della comunicazione, ad associare persone, a volte interi popoli, soprattutto con reazioni di pancia, di sdegno, di rivolta appunto.

Ma non è ovunque così, non è necessariamente così. Michael Anti fa parte di 500 milioni di utenti di internet e di 200 milioni di microbloggers in Cina, intendendo con questi coloro che hanno un account Facebook o Twitter o similari. In Cina, per quanto in fortissima crescita economica, egemonica a livello globale, i singoli cittadini, soprattutto quelli delle zone contadine della federazione comunista cinese, vivono in condizioni di forti limitazioni di libertà e con un controllo sanzionatorio che arriva fino alla pena di morte. Stesso dicasi potenzialmente per gli abitanti degli altri distretti, anche se maggiormente occidentalizzati, soprattutto grazie alla forte ricaduta economica. Come è possibile che milioni di possibili dissidenti non animino una rivolta simile a quella del nordafrica? Perchè in Cina Facebook o Twitter non esistono. O meglio, esistono esatte copie cinesi con i server centralizzati a Pechino. E non in California. Questo vuole dire che ogni singolo account è registrato, schedato, pronto per essere eventualmente chiuso, con tutto ciò che potrebbe conseguire per il suo proprietario. E, incalza Evgeny Morozov, Facebook e Twitter, insieme a Google, erano entrate nel mercato cinese, ma se ne sono allontanate non per motivi politici, ma perché non avendo l’utilizzo dei propri server residenti negli States non avrebbero potuto controllare gli account per i fini di profilazione pubblicitaria, certo meno cruenta, ma non meno invadente. Hanno colonizzato e poi venduto quasi subito, con un loro profitto, lasciando la piazza alle rispettive copie cinesi. Discorso chiuso.

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