Teatro in Emilia Romagna: Chi viene, chi va


Ubu Roi di Roberto Latini

Una scena dell'UBU ROI di Roberto Latini

Compagnie teatrali che vengono, compagnie teatrali che vanno. Il 26 aprile 2011, nel giorno dell’elezione del Consiglio di Amministrazione della fondazione Emilia Romagna Teatro, con il nuovo presidente Daniele Gualdi, riusciamo a raggiungere al telefono Roberto Latini, fondatore-regista-attore della compagnia teatrale Libero Fortebraccio Teatro, che dal 2007 si era preso in carico la gestione del Teatro San Martino, nel centro storico di Bologna.

“In questi anni da noi sono passate quasi tutte le più importanti compagnie italiane, e con il progetto Maestri avevamo chiamato in città nomi come Luca Ronconi, Peter Stein, Giorgio Barberio Corsetti, Chiara Guidi, o attori come Maddalena Crippa e Mario Scaccia. Abbiamo programmato stagioni con Ascanio Celestini o con la presenza di Emma Dante” ormai più famosa all’estero che da noi. Nemo profeta in patria, vale soprattutto nell’ambito teatrale.

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Carlo Flamigni: “Il Diritto di avere Diritti”

Carlo Flamigni

Carlo Flamigni

“Tre giorni dedicati alla laicità per rivendicare il diritto di avere diritti” questo la sintesi del Professore Carlo Flamigni, padre della fecondazione assistita, per definire la rassegna di incontri e convegni che si è tenuta a dal 20 al 22 aprile 2012 a Reggio Emilia. Hanno partecipato artisti, filosofi, scienziati come Marco Bellocchio, Lella Costa, Annamaria Testa, Gianni Vattimo e altri ancora.

Alla sua terza edizione, Le Giornate della Laicità si sono focalizzate su un tema antico ma attuale ed estremamente rischioso: “Il tentativo di creare una neolingua che possa avvalorare qualsiasi tesi, anche la più improbabile” chiarisce Flamigni. Questa neolingua attacca anche la libertà di esercitare la ricerca scientifica. Per questo il ‘nume tutelare’ di questa edizione è stato Galileo Galilei con un suo motto “Parlare oscuramente lo sa fare ognuno, ma chiaro pochissimi“.

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Beirut Nocturne: Una città come un’altra

Giulio Rimondi

Giulio Rimondi

Beirut era famosa negli anni 60 come la Parigi del medio oriente per la sua ricchezza e la intensa vita notturna. Ma con il 1975 scoppia una intensa guerra civile che coinvolge profughi palestinesi e abitanti ebrei. Gli scontri si protrarranno fino al 1990, devastando la città, e da quel momento si alterneranno momenti floridi a recrudescenze belliche.

Una concisa introduzione per fare capire il significato del lavoro fotografico realizzato dal giovane Giulio Rimondi, che a Beirut vuole restituire il suo aspetto di comunità viva, di città come un’altra. Volti, arredi urbani, frammenti di quartieri in bianco e nero delicati e onirici che ritraggono Beirut come una città di confine fra il medio oriente e la Francia raccontata dal cinema della nouvelle vague.

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Puntoit: una tre giorni digitale

PuntoitPuntoit ha scelto Bologna per portare una mole di riflessioni sul futuro della comunicazione sul web. Secondo le parole di Giampaolo Colletti, presidente di Altratv.tv, l’ente organizzatore del meeting, si tratta di veri e propri “stati generali”, tre giorni dal 18 al 20 aprile, dalle 9 fino alle 24 di incontri fra le piccole e creative web-tv e i grandi network della comunicazione.

Per rendere l’idea sarà presente la RAI con Loris Mazzetti, la giornalista Carmen Lasorella, ilSole24ore con Luca de Biase, Marco Visalberghi del canale di National Geographic, Alberto Nerazzini di Report, Peter Gomez de IlFattoQuotidiano.it. La lista è lunghissima e i nomi, soprattutto per chi ha confidenza col mondo dell’informazione sul web, sono di assoluto rilievo.

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Cynthia Russo – “Non è sempre vero”

Cynthia Russo Non è sempre vero

La copertina del romanzo

Cynthia Russo è al suo secondo romanzo per la casa editrice Marsilio. Il titolo è una traccia che percorre, inconsapevolmente, tutta la storia di Sara, la protagonista. Chi è Sara? è una donna che dopo trent’anni decide di mettersi con caparbietà alla ricerca di una figlia avuta a sedici anni, e che la sua famiglia, conformista, oppressiva, timorata del giudizio di dio e dei vicini di casa, ha affidato a una organizzazione religiosa che accoglie “i frutti della colpa”.

La ricerca è resa quasi impossibile da una legge, che esiste, che è vigente, definita “dei cent’anni”: in sostanza i figli non riconosciuti non possono sapere chi sono i loro genitori biologici se non dopo cento anni dal loro concepimento. Una trovata paradossale, creata ufficialmente per garantire la privacy delle madri ma ufficiosamente “per disincentivare il diritto all’aborto”. Così suggerisce Cynthia Russo, che per scrivere il suo romanzo ha studiato attentamente questa legge, o più precisamente l’articolo 28 della legge 184 del 1983.

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Sul concetto di palo della luce per incatenarsi

Venerdì 17 a Casalecchio di Reno, appendice colta della città di Bologna, è andato in scena uno spettacolo carico di messaggi e sentimenti veramente cattolici, sia per i contenuti che per lo spazio scomodo, penitenziale in cui è stato ambientato. Di questo spettacolo, abbastanza misterioso, conosciamo il titolo: “Sul concetto di palo della luce per incatenarsi“, una sorta di “tour de force” per attore solo, qualcosa di più simile a una performance che a uno spettacolo vero e proprio.

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Il Ripasso 5: Pixies

Gago

Gago

“Oh al concerto di Ferrara non ha detto neanche ‘ciao Italia’ o ‘i’m glad to be here’ o ‘thank you salama da sugo’. Maledetto ciccione.” (Gago, esperto di rock americano e altre cose).

La storia dei Pixies in fondo è un po’ così, fatta di comportamenti sgradevoli. Informandosi si scopre che il gruppo rock’n’roll di Boston era al suo interno corroso da continue liti causate, probabilmente, dall’incontro/scontro di due talenti grandi quanto il loro stesso ego: Black Francis, alias Charles Thompson (cantante, compositore e chitarrista) e Kim Deal (bassista, cantante e compositrice non molto utilizzata nella band). Continua a leggere