Il ripasso: My Bloody Valentine

Un giorno, nel futuro, qualcuno dotato di grande pazienza si prenderà la briga di scrivere qualche pagina chiara per ridimensionare i tanti siti che, non essendo in grado di fare critica della musica rock e pop, riempiono di parole alate il web con recensioni a volte solo suggestive. Quali sono i punti di riferimento? un nuovo Leonardo da Vinci (si chiama Piero Scaruffi) che da anni compila da solo una enciclopedia delle arti bizzarra, incompleta e ripetitiva. L’unica cosa che gli va riconosciuta è che ha gusto (e non è poco) anche se non è in grado di esprimere con lucidità il perché delle sue preferenze. Poi esiste un sito, Debaser, che ancora peggio prende pari pari dalle pagine di Scaruffi e ne copia le immaginose e sconclusionate espressioni. La cultura musicale pop (intesa in questo caso come prodotto di umori, emozioni e intelligenze che fanno parte di contesti sociali giovanili o culturali specifici) meriterebbe di più. Liquidata l’introduzione, ricostruiamo la storia di un gruppo importante e influente a cavallo fra gli anni 80 e 90, i My Bloody Valentine.

Continua a leggere