Shoot4Change: 700 reporter oltre il provincialismo

Manifesto Shoot4Change

Il Manifesto della mostra

Siamo in fase conclamata, il provinciale giornalismo italiano perde i sensi quando Moccia diventa sindaco e la Began sostiene di volere un figlio da Berlusconi. Poi magari non si accorge che a Reggio Emilia, mica a Berlino, c’è una mostra che travalica i confini delle nostre menti concentrate sulle nostre quattro mura domestiche. L’ha organizzata Shoot4Change.

Shoot4Change è innanzitutto un progetto: quello di documentare attraverso gli scatti fotografici le realtà, spesso contraddittorie, presenti nel mondo “Dai volti dei sopravvissuti al massacro di Srebrenica ritratti dal pluripremiato Alfons Rodriguez, si arriva nella Sicilia di un campo nomadi in cui la vita sembra essersi fermata a vent’anni fa. O gli sguardi degli abitanti della città dei morti: oltre 800.000 persone che per necessità vivono nel cimitero monumentale del Cairo accanto alle tombe dei loro estinti. Chi perde la propria identità originaria contaminandosi con la civiltà occidentale, nel caso degli aborigeni cambogiani, che bruciano le loro foreste per fare posto a piantagioni di caucciù e patate. E molte altre storie ancora”.

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Carlo Flamigni: “Il Diritto di avere Diritti”

Carlo Flamigni

Carlo Flamigni

“Tre giorni dedicati alla laicità per rivendicare il diritto di avere diritti” questo la sintesi del Professore Carlo Flamigni, padre della fecondazione assistita, per definire la rassegna di incontri e convegni che si è tenuta a dal 20 al 22 aprile 2012 a Reggio Emilia. Hanno partecipato artisti, filosofi, scienziati come Marco Bellocchio, Lella Costa, Annamaria Testa, Gianni Vattimo e altri ancora.

Alla sua terza edizione, Le Giornate della Laicità si sono focalizzate su un tema antico ma attuale ed estremamente rischioso: “Il tentativo di creare una neolingua che possa avvalorare qualsiasi tesi, anche la più improbabile” chiarisce Flamigni. Questa neolingua attacca anche la libertà di esercitare la ricerca scientifica. Per questo il ‘nume tutelare’ di questa edizione è stato Galileo Galilei con un suo motto “Parlare oscuramente lo sa fare ognuno, ma chiaro pochissimi“.

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