Shoot4Change: 700 reporter oltre il provincialismo

Manifesto Shoot4Change

Il Manifesto della mostra

Siamo in fase conclamata, il provinciale giornalismo italiano perde i sensi quando Moccia diventa sindaco e la Began sostiene di volere un figlio da Berlusconi. Poi magari non si accorge che a Reggio Emilia, mica a Berlino, c’è una mostra che travalica i confini delle nostre menti concentrate sulle nostre quattro mura domestiche. L’ha organizzata Shoot4Change.

Shoot4Change è innanzitutto un progetto: quello di documentare attraverso gli scatti fotografici le realtà, spesso contraddittorie, presenti nel mondo “Dai volti dei sopravvissuti al massacro di Srebrenica ritratti dal pluripremiato Alfons Rodriguez, si arriva nella Sicilia di un campo nomadi in cui la vita sembra essersi fermata a vent’anni fa. O gli sguardi degli abitanti della città dei morti: oltre 800.000 persone che per necessità vivono nel cimitero monumentale del Cairo accanto alle tombe dei loro estinti. Chi perde la propria identità originaria contaminandosi con la civiltà occidentale, nel caso degli aborigeni cambogiani, che bruciano le loro foreste per fare posto a piantagioni di caucciù e patate. E molte altre storie ancora”.

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Giappone: Fukushima

The Fukushima 1 NPP

La centrale di Fukushima

Con questo articolo inizio a riportarvi i convegni che ho seguito per la testata L’Unità al Festival di Internazionale, tenutosi anche quest’anno (quinta edizione) a Ferrara. Sarà curiosamente un percorso a ritroso negli appuntamenti, per comodità dei miei appunti.

Il primo argomento è il Giappone: se n’è parlato domenica 2 ottobre con Pio d’Emilia, corrispondente da Tokyo per SkyTg24, Mishima Kenichi, docente di filosofia sociale e contemporanea all’Università di Keizai a Tokyo, e con la scrittrice Randy Taguchi, autrice fra gli altri libri di Presa Elettrica.

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